Archivi categoria: Laboratorio del piccolo grande artista

Pipistrelli nella notte

Cosimo, 6 anni, racconta storie piene di dettagli nei suoi disegni. é un piacere starlo ad ascoltare mentre li racconta. Oggi il protagonista è un pipistrello che vola nella notte per cercare un posto dove dormire. Ci sono due alberi: in uno c’è un alveare, nell’altro una tana. A destra in basso un laghetto molto popolato: ci sono due squali a sinistra, a destra in alto una medusa e in basso un corallo, una tartaruga marina e un regalo. Sì un pacco regalo perso da qualcuno che passava di lì.

Cosimo ha una bella grafica, i suoi disegni sono conclusi anche senza colorarli, con i soli contorni neri tracciati in maniera libera e sicura sul foglio da disegno. In questo periodo io e Cosimo stiamo lavorando sul nostro rapporto. Bisogna stare attenti a non trasmettere ansia ai nostri figli e, spesso, dopo intense giornate di lavoro, badare alla casa, pensare a cosa cucinare, districarsi tra mille cose, diventa molto difficile mantenere un autocontrollo e una calma che sono necessari. Ti senti sopraffare dalla stanchezza. E’ bello chiedere scusa ai propri figli per qualcosa che li ha feriti, una brontolata che li ha fatti ammutolire, un urlo che non ci voleva… Dir loro cosa ci ha fatto irritare… I bambini si sentono capiti e amati se condividiamo con loro le nostre emozioni e chiediamo loro cosa provano e cosa avrebbero voluto cambiare della giornata appena trascorsa. Noi siamo una squadra. Buonanotte amore mio!

Il suono dei giochi

L’esperienza delle “mani in pasta”, di sentire le materie varie con le mani, è molto stimolante per i bambini. Piano piano ci si lascia a andare a sensazioni fredde, “appiccicaticce”, morbide o scivolose. E lavorando, le mani producono suoni, inaspettati, che a volte sono buffi e fanno ridere. Così le mani di Gabriele, 2 anni, che struscia la tempera blu su un pezzo di cartone forex, liscio e scivoloso, sembra richiamare le onde le mare e anche i pesci che ci stanno dentro.

é stato emozionante rappresentare anche il movimento di questo lavoro, iniziato prima con fatica, perché all’inizio a Gabriele sembrava strano sporcarsi e voleva subito andare a lavarsi le mani ma poi ci siamo lasciati andare, rievocando suoni, acqua e animali.

Continua la lettura di Il suono dei giochi

Fili, laser o ragnatele

Chiharu Shiota “In Silence”, 2008
Lana nera, pianoforte bruciato

“Ci sono dei fili che cadono dal soffitto e sono attaccati al soffitto e al pavimento. Lo vedo perché ci sono dei puntini che li reggono.

C’è un tavolo e delle sedie. No , non è un tavolo perché si vede dalla forma: è un pianoforte. C’è una porta, quindi è una casa, no, non la definire una casa, una stanza. Infatti non c’è la cucina. Le sedie sono tante ma non si riescono a contare perché ci sono troppo fili e non si vede bene”.

Cosimo, 6 anni di fronte all’immagine dell’opera di Shiota.

Continua la lettura di Fili, laser o ragnatele