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L’osservazione creativa

Quando guardo insieme ai bambini le opere d’arte scopro sempre cose che non avevo mai visto, ascoltato, annusato, toccato, gustato. Perché loro vivono esplorando intensamente con tutti i sensi. L’arte è vita perché permette di immaginare e il potere dell’immaginazione ci fa ancora sperare in un mondo migliore. Ci piace andare nei musei, a scoprire luoghi storico-artistici, fare sorprendenti cacce ai tantissimi tesori che arricchiscono il nostro mondo. In questo periodo difficile per tutti, costretti a casa dal Corona Virus, niente può sostituire il contatto diretto con l’opera d’arte, capace di coinvolgere i nostri sensi e il nostro corpo in un’esperienza sempre unica. Noi comunque ci teniamo a seguire, anche da casa, Musei e a scoprire opere d’arte. Oggi tantissimi musei hanno aperto le proprie porte virtuali. Un modo molto divertente per scoprire opere d’arte e storie curiose che portano con sé, è l’osservazione creativa. Si può fare in realtà con qualsiasi immagine: la si osserva per pochi minuti e poi la si nasconde. Muniti di foglio e colori facciamo il disegno di tutto ciò che ci ricordiamo. Quanti particolari hanno catturato la nostra attenzione? Quanti colori, forme?

Possiamo fare il nostro disegno, ognuno distanziato dall’altro, in maniera da non disturbare la nostra memoria all’opera. Finito, ci riuniamo e ognuno presenta la propria immagine in base a ciò che si ricorda dell’originale di partenza.

Lo abbiamo fatto con il ritratto di Enrico VIII dipinto nel 1536 da Hans Holbein il Giovane; si tratta di un dettagliatissimo dipinto a olio e tempera su quercia, conservato oggi al Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid.

HOLBEIN, Hans El Joven_Retrato de Enrique VIII de Inglaterra, c. 1537_191 (1934.39)

Quello dell’osservazione creativa è un esercizio divertente e molto importante per i bambini dall’età prescolare, 5 anni in su. Quando i bambini iniziano a frequentare la scuola primaria, si trovano subito a dover memorizzare nuovi concetti, formule, vocaboli e la memoria diventa un’abilità molto importante. Esercitare la memoria insieme ai bambini, in maniera divertente, rappresenta un grande aiuto nello studio e nella concentrazione.

L’arte e la creatività ci sono sempre utili e ci vengono sempre in aiuto.

Condivido una riflessione molto significativa della musicista e insegnante Helena Rodriguez: “La cosa più importante da dire sull’arte in una società così preoccupata dell’utilità delle cose è, forse, che non ha utilità di nessun tipo. Non possiamo spiegare l’importanza dell’arte e della musica nelle nostre vite: sono uniche e la loro rilevanza può essere provata solo dall’esperienza personale. Ma c’è un modo per sperimentarne la valenza: osservare l’attenzione e il piacere che il bambino mostra quando giochiamo con lui usando musica e dipingendo. Dopo una tale esperienza chi osa dubitare dell’importanza della musica e dell’arte per la nostra sopravvivenza? Francesco, quattro anni, dopo aver ascoltato un’opera di Mendelssohn, ha sussurrato all’orecchio della madre: “Mamma questa musica suona come cioccolata per le orecchie”. I bambini non studiano filosofia e non fanno ricerche approfondite sul bisogno dell’estetica. Semplicemente, sanno“.

Pipistrelli nella notte

Cosimo, 6 anni, racconta storie piene di dettagli nei suoi disegni. é un piacere starlo ad ascoltare mentre li racconta. Oggi il protagonista è un pipistrello che vola nella notte per cercare un posto dove dormire. Ci sono due alberi: in uno c’è un alveare, nell’altro una tana. A destra in basso un laghetto molto popolato: ci sono due squali a sinistra, a destra in alto una medusa e in basso un corallo, una tartaruga marina e un regalo. Sì un pacco regalo perso da qualcuno che passava di lì.

Cosimo ha una bella grafica, i suoi disegni sono conclusi anche senza colorarli, con i soli contorni neri tracciati in maniera libera e sicura sul foglio da disegno. In questo periodo io e Cosimo stiamo lavorando sul nostro rapporto. Bisogna stare attenti a non trasmettere ansia ai nostri figli e, spesso, dopo intense giornate di lavoro, badare alla casa, pensare a cosa cucinare, districarsi tra mille cose, diventa molto difficile mantenere un autocontrollo e una calma che sono necessari. Ti senti sopraffare dalla stanchezza. E’ bello chiedere scusa ai propri figli per qualcosa che li ha feriti, una brontolata che li ha fatti ammutolire, un urlo che non ci voleva… Dir loro cosa ci ha fatto irritare… I bambini si sentono capiti e amati se condividiamo con loro le nostre emozioni e chiediamo loro cosa provano e cosa avrebbero voluto cambiare della giornata appena trascorsa. Noi siamo una squadra. Buonanotte amore mio!

Conversazioni a tavola: esercizi di osservazione creativa con i più piccoli

C’è l’uva, di due colori, nera e gialla, sembra matura. C’è il pollo e anche un po’ di pane, c’è dell’acqua in una bottiglia di vetro. C’è un vaso dipinto con un po’ di verde-acqua e verde. Ci sono pere e mele, arance e qualche foglia. Una signora sta parlando con degli uomini. C’è una sciarpa bianca e delle sedie. Una sedia è fatta di legno e ha sopra un telo. Si trovano in una casa buia che è stata abbandonata. C’è un po’ di luce che forse viene da una finestra vecchia sull’altra parete, che non vediamo. Noi siamo dentro la stanza con loro, sennò non potremmo vederli perché ci sarebbe la parete con la finestra.

Forse stanno parlando di come è andata la loro giornata, proprio come fa la nostra famiglia la sera a cena. “È stata una giornata sorprendente” dice l’uomo con la barba, un po’ pelato e con una conchiglia bianca sul petto. Lui è felice.

“Dai è stata carina la mia giornata, anche se un po’ faticosa”, dice l’uomo con una toppa sul gomito con dentro un fazzoletto. È sorpreso perché è tornato a casa e ha trovato tanto cibo e non se lo aspettava. La cosa che gli piace di più è il pollo.

“La mia giornata è stata un po’ noiosa, prima di tutto perché dovevo fare tutto io, decidere io e il mio capo non c’era”, dice l’uomo col fazzoletto al collo, un cappello bianco e una fascia al braccio. Lui è triste.

La signora al centro del tavolo è un pò stanca perché ha dovuto cucinare tutto lei mentre gli altri erano a lavoro. E’ stanca però è serena perché la cena è venuta bene. Suo marito è il signore con la toppa seduto e gli altri due sono gli amici.

Ora sono affamati, hanno finito di raccontarsi la giornata e iniziano a mangiare le cose buone in tavola.

Cosimo (6 anni) davanti alla “Cena in Emmaus” di  Caravaggio (1601). Olio su tela, 141 × 196,2 cm. Londra, National Gallery