Archivi del mese: novembre 2014

Piccoli grandi pensieri…

Il 18 luglio 2014 nasce il mio secondo bambino, Gabriele. Il 13 agosto fa la prima vera e propria risata, quindi 5 giorni prima di compiere il primo mese. Sorride tantissimo, anzi diciamo che il suo sorriso è il vero suo tratto distintivo, come per Cosimo, il mio primo bambino che adesso ha 4 anni, sono sempre stati gli occhi. Durante l’ultimo viaggio che abbiamo fatto tutti insieme a Madrid, per una conferenza di lavoro di mio marito, una sua collega Kathryn ha detto che se l’azienda vendesse sorrisi Gabriele sarebbe subito assunto.

22 settembre, Gabriele emette il suo primo suono articolato “AO”, poi passerà a “GA”.

14 novembre Gabriele inizia a voler giocare e smania per farlo vedendo il suo “fratellone”, come si fa chiamare Cosimo. Se avvicini qualcosa a Gabriele inizia ad afferrarlo, a toccarlo curioso. Un’altra sua caratteristica è che quando è interessato a qualcosa o sente un rumore o un suono nuovo, spalanca gli occhi. Prima cerca di capire di cosa si tratta e poi sorride. Gli piace usare i piedi per pigiare i tasti dei giochi sonori. Ha una grande empatia col fratello e non si perde niente di quello che fa.

20 novembre Gabriele inizia ad annoiarsi ed è sempre attento. Quando si annoia te ne accorgi perché sembra voler parlare e chiederti anche con gli occhi: “ti prego portami a scoprire quanto è bello il mondo!”.

18 luglio 2014 il giorno che Cosimo vede per la prima volta il suo fratellino Gabriele, monta sul letto d’ospedale mi accarezza e mi dice: “Sei la mia meraviglia!”, poi rivolto al fratello prosegue: “e anche tu!”.

21 novembre 2014 Rimango ancora un istante a guardare i miei bambini i cui occhi piano piano cedono al sonno e si chiudono sereni nei propri lettini. Indugio ad andarmene tanto è la voglia di imprimerli dentro di me, anche se sono impressi indelebilmente nella mia carne oltre che nel mio cuore.

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“A più voci”… e non solo…

Oggi si è svolto a Palazzo Strozzi il secondo Convegno Internazionale dal titolo “A più voci”, nel contesto dei progetti museali dedicati alle persone con Alzheimer e a chi se ne prende cura. Sono andata con mio figlio, Gabriele di 4 mesi, tra l’altro compiuti proprio oggi, ed è stata per me un’occasione che mi ha aperto gli occhi, in ogni senso e da più punti di vista. A livello professionale da anni sono interessata e penso ad una didattica museale che coinvolga a 360° i molteplici “pubblici” e in particolare le famiglie, i bambini, i diversamente abili e gli anziani. Il mettere a confronto, attraverso presentazioni dei vari progetti, ricerche e workshop interattivi, tante realtà museali, nazionali e internazionali, all’avanguardia nel settore museale, è stato stimolante e anche molto emozionante. E quando pensavo di aver compreso il più possibile da un’intera giornata intensa di attività, ecco che esco dalla sala e scopro che Gabriele si emoziona e “parla” davanti a un dispositivo didattico luminoso touch di ultima generazione, messo a disposizione da Palazzo Strozzi per il pubblico della mostra di Picasso, in questo momento in corso.

Di seguito tutte le fasi del suo “dialogo”.

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