Nonno raccontami una storia: gli affetti familiari nell’arte

La figura del nonno si è nel corso del tempo modificata, seguendo le trasformazioni legate alla famiglia. Al giorno d’oggi i nonni sono figure di supporto indispensabili, non solo a livello educativo, ma anche economico se si pensa al costo degli asili e al fatto che è sempre maggiore la necessità che entrambi i genitori lavorino. Quest’ultimo aspetto non è più solo legato alla scrosanta emancipazione femminile ma è una reale e indispensabile necessità per arrivare a fine mese. Purtroppo in Italia il supporto alla donna che lavora, al momento che diviene madre, è pressocchè nullo e la scelta obbligata che sempre più spesso le si presenta, se non dispone dell’aiuto fondamentale dei nonni, è rinunciare al proprio lavoro e alla possibilità della propria crescita professionale.

Già nell’ultimissimo periodo la famiglia è molto cambiata e, anche per questo aspetto sociale, si vede un’importante differenziazione tra nord, centro e sud dell’Italia. Le due principali tipologie di famiglia sono: nucleari e complesse. Quest’ultima ha carettizzato già all’inizio del Medioevo gli abitanti delle aree rurali e, nel sud, si è mantenuta ancora oggi. Chiaramente la famiglia complessa, cioè costituita da un largo numero di componenti, è legata soprattutto al bisogno di manodopera per lavorare i campi. Mia madre, di origine siciliana, mi ha  raccontato, con grandissima malinconia, come quando era piccola si conviveva tutti insieme: con i nonni e addirittura con cugini e zii. Soprattutto in vacanza si era abituati a prendere in affitto una stanza e a stare tutti insieme, dormendo per terra in sacchi a pelo. Addirittura, mi raccontava, se c’erano le scale, ogni scalino era occupato da una persona che vi dormiva. Naturalmente le controindicazioni, come in tutte le cose, non mancano e chiaramente in un ampio nucleo familiare viene un pò meno l’intimità della coppia in tutti i suoi aspetti. D’altra parte si va sempre più verso l”‘isolamento”, i parenti non si vedono quasi più se non in occasioni particolari, come il Natale (e a volte nemmeno). Il rapporto con i nonni viene coltivato ma ha preso una direzione diversa. Nella storia la figura dell’anziano, già negli agglomerati tribali, era la figura del saggio che portava sulle sue esperte spalle tutto il sapere antico e, ancor meglio in una società dove ancora non vi era la scrittura per tramandare il sapere, tali figure assumevano un ruolo fondamentale di generazione in generazione. Ancora oggi tra i ricordi più belli che un bambino si porta con sè nella crescita sono quei momenti passati sulle ginocchia dei nonni a farsi incantare dalla storia della loro vita.

In arte è soprattutto dall’Ottocento, quando si inizia a rappresentare gli affetti più quotidiani, che si da attenzione al rapporto tra nonni e nipoti, il quale si è andato comunque molto trasformando rispetto per esempio al Settecento. Infatti si fa via via meno rigido e referenziale, pensiamo che i figli dovevano rivolgersi ai genitori dando loro del “voi” e così con i nonni e addirittura fra marito e moglie si usava questo modo freddo di relazionarsi.

Jan Hendrick Van Grootvelt "Evening" olio su tela inizio XIX secolo

Jan Hendrick Van Grootvelt riprende un momento di allegria e serenità al lume di candela; ormai è giunta la sera e il bambino sta per andare a letto. Bellissimo e pieno di dolcezza è lo scambio di sguardi tra il nonno e il piccolo, in piedi sulle sue ginocchia. Un momento di gioco o il momento di raccontare una filastrocca o una storia. E’ proprio l’arte fiamminga dell’Ottocento a farci assaporare maggiormente momenti di grande intensità affettiva, rivelando ancora una volta la sua principale caratteristica, da sempre presente, di grande pathos nelle composizioni.

 

Joshua Hargrave Sams Mann "The Cauld Blast" 1876
Robert Gemmell Hutchison "The Draughts Players" XIX secolo

Joshua Hargrave Sams Mann, oltre alla splendida resa del legame affettivo tra i protagonisti di “The Cauld Blast”, presenta anche l’aspetto della protezione. La bambina che guarda verso noi spettatori di un momento pauroso come il temporale all’aperto, in mezzo ad una natura ingiuriosa, afferma con i suoi occhi tranquilli che non esiste altro posto dove vorrebbe essere se non fra le braccia della persona amata.

 

 

 

 

 

Anche lo scozzese Robert Gemmell Hutchison, nato nel 1855 e morto nel 1936, realizza un’opera straordinaria che riprende un momento intimo come quello del gioco. Mi ricorda i momenti in cui giocavo con mio nonno a ramino, il suo gioco preferito. L’artista ha immortalato proprio l’attimo di riflessione intensa dell’uomo, mentre osserva il bambino fare la sua mossa. Una della caratteristiche più affascinanti di questo artista è proprio la rappresentazione della vita umile (evidente anche in questo dipinto se si osserva l’ambientazione, il tavolo, gli accenni di mobilia realizzati con pennellate pastose), ma che sono la vita vera, fatta di affetti semplici e grandiosi.

Frederick Cayley Robinson "The day of Rest" XIX secolo

Passiamo ora al momento di lettura. Le ore passate a leggere con i propri nonni sono tra le più rilassanti e ricche. Nel mio caso, studiavo con mio nonno che mi raccontava aneddoti affascinanti su tutto, dalla matematica alla storia, alla letteratura. Questo rappresentato dall’artista simbolista Frederick Cayley Robinson, mi ricorda molto uno di quei momenti, silenziosi e allo stesso tempo colmi di parole.

Anonimo "Farmer and Child" XIX secolo matita su carta

E’ ovunque nell’arte che si può ammirare i momenti di spontanietà e affetto, come rubati al tempo che scorre veloce. Un anonimo artista cinese realizza questo disegno di un anziano contadino che tiene per mano suo nipote e lo guarda proprio con gli occhi di un nonno, così pieni di amorevoli carezze.

Nella tradizione artistica italiana gli affetti sono resi in ogni epoca attraverso le numerosissime rappresentazioni della Sacra Famiglia. Qui la fuigura del bambino richiede coccole, gioca, sorride, esplora sotto gli occhi vigili e pazienti degli adulti della famiglia.

 

 

Francesco De’ Rossi, detto il Salviati (Firenze 1510 – Roma 1563) "Madonna che legge col Bambino, Santa Elisabetta e San Giovannino" olio su tela cm 136x115,5 Collezione Fondazione Roma

Un tenerissimo esempio che si può fare, tra gli innumerevoli, è quello di Francesco de’ Rossi, detto il Salviati, con la sua Madonna col Bambino. E’ meravilgioso il modo in cui il piccolo ricerca la guancia della madre e l’attira a sè con le manine.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Guido Reni San Giuseppe (XVII sec.)

Altro esempio di incredibile dolcezza è quello del seicentesco e sublime pittore Guido Reni che mostra come, molto spesso nella tradizione artistica italiana, San Giuseppe è rappresentato quasi come un nonno, con la barba bianca e la schiena curva sotto la pesantezza del tempo, nonostante così saldamente tenga fra le braccia il suo bambino.

 

 

 

 

 

In tutta questa brevissima panoramica, si vede che la figura dell’anziano è da sempre e ovunque colui che più da certezze, con la sua saggezza, la sua protezione, la sua esperienza è anche la persona con cui giocare, imparare e con la quale immaginare altri mondi e altre storie.

«La famiglia è la prima sede dove si comprende il significato dell’esistenza.
In un mondo in cui prevalgono i valori del profitto, della ricchezza, del piacere, la cultura
dell’accoglienza mira a coltivare i valori del servizio e del dono.
»
(N. Galli)

Mostre correlate al tema degli affetti familiari:

Se avete voglia di approfondire il tema degli affetti familiari nel mondo dell’arte, dal 16 maggio all’1 luglio 2012 vi è una bellissima mostra dal titolo: La vita condivisa. I gesti della famiglia nelle immagini dell’arte, nel Refettorio delle Stelline della Galleria Gruppo Credito Valtellinese a Milano. Si tratta di un’occasione per vedere insieme 60 opere  dal ‘300 a oggi, provenienti da importanti collezioni pubbliche e private italiane, come il Museo Poldi Pezzoli, la Pinacoteca Ambrosiana, il Museo Diocesano di Milano, la Pinacoteca Vaticana. Da Pietro Lorenzetti a Sironi, da Picasso a Pistoletto, un racconto ad immagini suggestivo e attuale dato che è particolarmente aperto il dibattito sulla famiglia, sul suo ruolo nella società e sul suo  stravolgimento dal Medioevo ad oggi. L’evento vuole celebrare il VII Incontro Mondiale delle Famiglie, in programma dal 30 maggio al 3 giugno nel capoluogo lombardo. La mostra prende origine dal lavoro del CREA (Centro di ricerca per l’educazione attraverso l’arte e la mediazione del patrimonio culturale sul territorio e nei musei) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e si divide in quattro sezioni tematiche: La Famiglia, L’Accoglienza, La Relazione, Nel Quotidiano.

Informazioni utili per visitare la mostra:
Orari: mar – dom, 10 -19; gio, 10-22. Lunedì chiuso
Costo del biglietto: Ingresso gratuito
Info: Civita Servizi, tel. 02.43353522

Curatori: Cecilia De Carli, Laura Polo D’Ambrosio e Grazia Massone.

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